

La danza nel '300 era espressione particolare delle feste rituali di un popolo e tale rimaneva anche per i nobili.
In alcuni documenti trecenteschi che sono riportati termini quali saltarello, trotto, carola, farandola, estampida; le coreografie però non sono codificate, ma desumbili solamente da iconografie dell'epoca, quindi la ricostruzione è affidata alla fantasia del danzatore, tenendo presente che molte coreografie e movenze delle danze del Quattrocento riprendono e migliorano quelle del secolo precedente
A partire dal '400 la danza assume il connotato di espressione artistica e prende forma la figura del "Maestro di dançare", che aveva il compito di trasporre in stile aulico coreografie che riprendevano e rielaboravano le danze dei secoli precedenti. Tra questi maestri ricordiamo Gugliemo Ebreo da Pesaro, Domenico da Piacenza, Fabrizio Caroso (Il Ballarino, Nobiltà di Dame), Toinot Arbeau (Orchesographie).

Viene operata una divisione tra la cosiddetta bassadanza, nobile e misurata e mai saltata, quale ad esempio la pavana, caratterizzata da un passo doppio in tempo quaternario e il ballo, solitamente preferito dai giovani e caratterizzato da salti e variazioni più dinamiche. In questo tipo di danza rientrano il saltarello, la piva e successivamente la gagliarda, coniugate in numerose variazioni e ognuna caratterizzata da un proprio passo specifico.
La ricostruzione filologica di queste danze richiede quindi un attento lavoro di studio ed interpretazione dei trattati, che contengono le spiegazioni dei singoli passi eseguiti, molte volte accompagnate da illustrazioni esplicative, oltre che la capacità di "mettere in musica" le coreografie.

Il gruppo ha seguito corsi con insegnanti quali Mariuccia Bassi, membro ufficiale del CERS in qualità di consulente di danza storica; il veneziano Bepi Santuzzo, eclettico strumentista, attore, danzatore e collaboratore di gruppi di musica antica veneti e non; Ilaria Sainato laureata in musicologia presso la Scuola di Paleografia e Filologia musicale dell'Università degli studi di Pavia e Cremona, che ha frequentato corsi di danza rinascimentale con Veronique Daniels e Barbara Sparti e danza barocca con Deda Cristina Colonna.